Mission

Dopo mezzo secolo di vita intensa e suggellata da numerose esperienze credo di avere qualcosa da dire. Soprattutto una gran voglia di mettere a disposizione ciò che ho imparato. Quale situazione migliore se non questa.

Scriveva John F. Kennedy, 35esimo presidente degli Stati Uniti: “…la parola crisi in cinese è formata da due caratteri uno significa pericolo e l’altro opportunità”.
Sono proprio le opportunità alle quali dobbiamo guardare. L’opportunità di aver imparato dagli errori precedenti o di aver conosciuto la fine della strada imboccata avventatamente. L’opportunità di riappropriarsi delle cose che contano.
Sono questi i motivi che mi hanno spinto ha creare questo spazio. Uno spazio che vorrei fosse riempito con la partecipazione di tutti coloro che credono nelle opportunità.

Le bollicine sono il punto di partenza per parlare di vino e del suo mondo, toccando gli argomenti e le problematiche più sentite. Ritrovando vini più veri e più sani, riscoprendo i pregi della differenza piuttosto che le banalità della standardizzazione, cercando piacere e emozioni con i propri sensi.
Dobbiamo porre maggior attenzione in ciò che ingurgitiamo perché andrà a far parte del nostro organismo e contribuirà alla nostra salute. Dobbiamo salvaguardarci e volerci più bene senza essere tentati dalle sirene della pubblicità o delle mode.

Da queste pagine ho la presunzione di far capire a coloro che amano, bevono, si emozionano e scelgono quali siano gli strumenti dei quali appropriarsi per capire il “confuso” e abusato concetto di qualità.
Non intendo dare voti, ma cerco di fornire gli strumenti per capire, perché il protagonista deve essere il consumatore.
Dall’altra parte ho la stessa presunzione di far capire e conoscere a chi produce gli anfratti e le pieghe del mercato del vino, di come, e non mi stancherò mai di dirlo, dobbiamo imparare da chi è più bravo di noi, dobbiamo osare, dobbiamo essere degli apripista, solo così si arriva primi.

Mi piacerebbe far capire a chi produce che deve ascoltare, soprattutto le critiche, perché solo così si cresce. Numerose aziende, in tutti i campi, sono sempre alla ricerca di feedback che forniscano le risposte di come viene considerato e capito il loro lavoro dal mercato.
Produrre vuol dire curare i dettagli, tutto nasce da progetti e obbiettivi, e per far meglio bisogna conoscere ciò che è stato fatto e aver tutte le procedure sotto controllo per monitorare costantemente la bontà delle scelte.
Per acquisire nuove conoscenze dobbiamo creare una variabile e confrontarla con un testimone.

Al fine ogni esperienza deve aiutare a crescere il nostro sapere. Questa è sempre stata la mia filosofia.

Il mio lavoro è fornire assistenza alle aziende che vogliono migliorare. Produzione e marketing vanno a braccetto non si possono scindere. Il migliore vino del mondo, se non conosciuto e promosso nei giusti canali, non potrà mai avere successo.
Ugualmente se il consumatore non è in grado di riconoscere i parametri qualitativi che senso ha produrre il migliore vino del mondo.

Coniugare queste due logiche riflessioni è la mia mission.

Per far ciò sono ha disposizione di ogni azienda che voglia conoscere, cambiare, migliorare confrontarsi su temi produttivi e di mercato.
Organizzo serate, corsi e qualsiasi altro possa contribuire a fornire gli strumenti per conoscere, capire e far crescere una propria autonomia degustativa che permetta di scegliere ciò che emoziona.
Tutte le iniziative saranno proposte su questo sito con ampio margine in modo che tutti possano per tempo venirne a conoscenza.

Qualità, salubrità e emozioni son dei must imprescindibili del mio lavoro.

Mi piacerebbe che ognuno potesse godere di ciò che fa, il produttore felice di produrre vini che vengono giudicati bene e acquistati, il consumatore felice finalmente di far proprie alcune esperienze sensoriali perché è in grado di apprezzare i buoni vini prodotti. Come disse Emile Peynaud padre dell’enologia moderna: “Se ci sono cattivi vini e perché ci sono cattivi bevitori”.

 

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