L’annata 2012 in Italia tra siccità e scarsa produzione. Poco ma Buono?

Aria di vendemmia. In tutto l’emisfero nord la vendemmia è già cominciata. Immediatamente vengono sfornati migliaia di comunicati, quasi a tranquillizzare i consumatori.

L’andamento stagionale registrato negli ultimi dieci anni  è veramente imprevedibile. La natura si è superata per fantasia e per irregolarità. Dall’inizio degli anni 2000 si sono alternati fenomeni meteorologi senza precedenti, anche su  zone limitate. Ciò ha creato numerosi problemi per una razionale e oculata gestione del vigneto. Basti pensare che quest’anno a Verona non ha nevicato mentre a Bologna e zone limitrofi (un centinaio di chilometri di pianura in linea d’aria) vi erano due metri di neve. Una differenza imprevedibile e sconvolgente.
Tutto ciò che nel tempo è stato acquisito, le esperienze precedenti, lo storico, non serve più. Oggi si ha a che fare con fenomeni persistenti e insoliti. 

La fase che porta a maturazione il grappolo spesso si svolge in presenza di fenomeni atmosferici prolungati e insistenti (per es. siccità) che portano alla raccolta di uva sana e con i requisiti chimici buoni o ottimali, ma le condizioni in cui la pianta ha operato non sono state in grado di elaborare pienamente tutte le sostanze che contribuiscono alla qualità finale e questa lacuna  certamente si presenterà nel corso della trasformazione a vino.

L’andamento ottimale per la maturazione dell’uva è quando vi è equilibrio tra i vari eventi atmosferici e la loro distribuzione,  oggi ci siamo abituati a una sterzata della natura che ci porta sempre di più a riscontrare andamenti tropicali dannosi per i nostri vigneti.

Questo cambiamento sottopone il viticoltura a scelte amletiche  per la gestione del vigneto, partendo dalla potatura momento estremamente delicato nel quale si delinea la produzione successiva.

Solo coloro che con un presente e continuo monitoraggio delle condizioni del vigneto e una gestione razionale e una capacità di intervento tempestivo riusciranno a limitare le bizze della natura che addizionata al momento economico difficile non favorisce il duro e incessante lavoro dei viticoltori.

Possiamo avere un resoconto di come la vendemmia si sta svolgendo in tutta Italia. Grazie all’apporto della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (http://www.fivi.it/). Questa associazione è costituita da vignaioli che coltivano le proprie vigne, imbottigliano il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. 

In Sicilia, Nino Barraco di Marsala, esprime i suoi timori per la situazione di stress idrico acuto in cui versano le viti.
Provate da una primavera asciutta, come da anni non accadeva, e dall’ondata di caldo delle ultime settimane, seguita dall’assenza di escursioni termiche. Ciò ha portato le uve, se pur sane e di discreta qualità, ad una “disidratazione”.  Ciò ha obbligato ad anticipare la raccolta di una decina di giorni rispetto alle annate normali.

In Sardegna, Alessandro Dettori di Badde Nigolosu (SS) spiega come le vigne, senza pioggia da maggio, siano comunque in buono stato grazie al terreno che ha rilasciato l’elevata umidità di cui si era arricchito in inverno. Al momento attuale non è previsto un calo delle quantità.

Da Cirò Marina (KR) Francesco De Franco – Avita, sottolinea le grandi differenze fra il versante tirrenico e quello ionico della Calabria, il secondo molto più secco, con i vigneti di collina esposti a Sud in stress idrico. Per il Gaglioppo l’unico timore è che le uve, col perdurare delle alte temperature, si possano “asciugare” troppo.

Anche in Basilicata e Campania si fanno i conti con i problemi creati dalla mancanza di precipitazioni negli ultimi tre mesi. L’Aglianico del Vulture mostra grappoli di piccole dimensioni e di conseguenza vi sarà un calo delle rese. La vendemmia sarà anticipata come apprendiamo dall’Az. Agr. Musto Carmelitano di Maschito (PZ).

In Puglia Lisa Gilbee, dell’Az Agr. Morella di Manduria (TA), si dimostra moderatamente soddisfatta. La situazione vede le viti di Primitivo e di Negroamaro, vere “macchine da caldo”, in buone condizioni, grazie alla riserva idrica conservatasi nel terreno.

Anche nel Lazio la siccità è qualche grandinata sono le avversità che hanno creato qualche problema, soprattutto nelle viti giovani, come spiegano i titolari de La Visciola, nel Frosinate.

Per Abruzzo e Umbria rispettivamente Sofia Pepe – Emidio Pepe (Torano Nuovo) e Massimiliano Caburazzi – Antonelli San Marco (Montefalco) evidenziano la sofferenza delle vigne, soprattutto per l’ondata di caldo dell’ultima settimana ma, nel primo caso una provvidenziale pioggia caduta a luglio ha regalato uve molto belle, nel secondo caso i terreni argillosi stanno cedendo la pochissima umidità residua evitando così il blocco della maturazione. La vendemmia in entrambe le regioni sarà anticipata di sette, dieci giorni, e le quantità ridotte di un 20/30 %.

I Vignaioli di Marche e Toscana vivono momenti affatto facili in questi giorni, anche se molte sono le variabili che insistono da zona a zona.

Alessandro Bonci, la Marca di San Michele di Cupramontana nell’anconetano, conferma che le viti di verdicchio sono in stress idrico. L’uva si è praticamente “asciugata” a causa del caldo torrido di queste ultime settimane. La vendemmia sarà anticipata di molto rispetto al consueto. Con inizio già a fine agosto se il cielo non concederà acqua nei prossimi giorni.

Dalla voce di Paolo Beretta, titolare dell’Az. Fiorano in provincia di Ascoli Piceno, apprendiamo invece che la situazione nella parte meridionale della regione è migliore. La siccità certo si sente ma un paio di provvidenziali piogge al momento giusto e una gestione accorta della parte fogliare hanno contenuto i danni.  Ciò consente di essere ottimisti, in particolare sull’annata del Pecorino, che ci si accinge a raccogliere già questo fine settimana.

Passando in terra toscana, Luca Orsini de Le Cinciole, Panzano in Chianti (FI), esprime una moderata preoccupazione per una situazione. Le viti sono in stress idrico e con fotosintesi ridotta, quindi un rallentamento nella maturazione. Il Sangiovese è varietà tardiva ma quest’anno la raccolta avverrà dopo il consueto, ovvero a fine settembre.

Preoccupato si dichiara anche Luca Martini della Fattoria San Giusto a Rentennano, Gaiole in Chianti (SI). Il momento è davvero difficile. I terreni composti per lo più di sabbia e ciottoli non hanno trattenuto umidità sufficiente a compensare la siccità ostinata di questi mesi. Se non vi saranno precipitazioni sostanziose nei prossimi quindici giorni, la maturazione dell’uva si arresterà completamente.

Per l’Emilia Romagna Gian Paolo Isabella di Podere Il Saliceto, nel modenese, parla delle diverse situazioni fra collina e pianura.

Chi è riuscito a portare qualche goccio d’acqua con irrigazioni di soccorso al momento dell’invaiatura ha potuto alleviare minimamente la sofferenza delle piante. La raccolta è già in corso per le uve bianche. In generale si prevede un calo nelle quantità, che in alcune zone potrebbe toccare il 50%.

Risalendo la penisola da Ovest ad Est scopriamo, grazie ad Andrea Khilgren titolare di Santa Caterina, che in Liguria, zona Sarzana (SP), si registrano stress idrico e rallentamento nella maturazione dell’uva, fenomeni che però non portano ad un anticipo significativo dell’epoca della vendemmia, prevista per fine agosto.

In Piemonte, nel cuneese per il Moscato, Paolo Saracco di Castiglione Tinella, evidenzia con rammarico come fino ad una settimana fa l’annata prometteva molto bene mentre ora, a causa dell’ultimo colpo di calore che ha mantenuto elevate anche le temperature notturne, le uve sono già in piena maturazione e la raccolta si è dovuta anticipare a questi giorni. Evento davvero anomalo.

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