I consumi di vino in Cina sono in crescita, ma è una storia vecchia di 9000 anni

I consumi del vino in Cina è un argomento che desta molta attenzione. Sciorinando i numeri salta subito agli occhi come in questo immenso e abitato paese la produzione e il consumo di vino siano cresciuti vertiginosamente. Il vino si è ripreso un palcoscenico che molti millenni fa lo vedeva di scena.

Oggi in Cina vi sono 121.400 ettari vitati per una produzione annua di 11 milioni di ettolitri circa

(http://www.inumeridelvino.it/2017/03/cina-struttura-produttiva-vino-e-del-mercato-dati-200414.html), soprattutto concentrati sui vitigni a bacca rossa (primo su tutti cabernet sauvignon). Il consumo pro capite è molto contenuto 1,9/2 litri. E’ stato verificato che i consumatori sono circa 19 milioni di persone che portano ad essere la Cina il quinto paese al mondo per i consumi di vino. Se pensate che la popolazione è di 1.388.232.692 persone  (http://www.populationpyramid.net/it/cina/2017/) possiamo affermare che coloro che apprezzano il vino sono solo 1,4% della popolazione. Per fare un confronto con gli Stati Uniti il paese che consuma la maggior quantità di vino nel mondo.  Il numero di consumatori si avvicina a 3 milioni circa che corrispondono al 10% circa della popolazione.

Numeri impressionanti, cosi come è incredibile la scoperta che la prima bevanda fermentata, quindi alcolica, a base uva sia stata elaborata in Cina. L’illustre professore  Patrick McGovern, (https://www.penn.museum/sites/biomoleculararchaeology/?page_id=10) Direttore Scientifico del Progetto di Archeologia biomolecolare per la cucina, le bevande fermentate e la salute presso l’Università della Pennsylvania.

Nonché Professore a contratto di Antropologia presso il Philadelphia Museum, ha scoperto che  “La prima bevanda alcolica nel mondo, chimicamente confermata, è stato scoperto a Jiahu nella valle del Fiume Giallo della Cina (provincia di Henan), ca. 7000-6600 a.C. (Neolitico Antico). Una bevanda fermentata fatta di uva selvatica (il primo uso attestato), biancospino, riso, e miele“.

L’esimio Professore, conosciuto come l’ “Indiana Jones dell’Antiche birre, vini, e bevande estreme,

continua affermando che questa scoperta cambia di molto le precedenti convinzioni. Le prime bevande alcoliche in tutto il mondo erano considerati i vini di uva di Hajji Firuz. Prodotti nel Caucaso e nell’Anatolia orientale, dove era identificato come il luogo della “culla della civiltà”.

Si scoprì che la più antica bevanda del mondo ritrovata in Cina, in appositi vasi dal collo allungato, era un vero e proprio “cocktail del neolitico”. Tracce di cera di api fecero pensare al miele come uno dei possibili componenti. L’acido tartarico rivelò che vennero impiegati l’uva e il frutto del biancospino, che ha una quantità d’acido tre volte dell’uva. Il terzo ingrediente e presente in percentuale maggiore rispetto ai precedenti era il riso. Non si sa bene se si trattasse di riso coltivato o selvatico. E’ sicuro che fosse la fonte principale di amidi, che scissi in zuccheri permettevano la fermentazione.

Pur trattandosi dunque di un miscuglio di vari elementi, secondo McGovern, la bevanda potrebbe definirsi una prima forma di “vino”, considerata la sua gradazione alcolica piuttosto alta (9-10%) e le sue forti qualità aromatiche. Una curiosità non meno interessante è che si tratta della prima volta che viene usata l’uva in una bevanda fermentata. In questo caso il frutto è selvatico, probabilmente la specie cinese della Vitis amurensis. A quei tempi, come svelano altri studi, la viticoltura era praticamente assente.

Vi sono altre testimonianze di coltivazione della vite in Cina nel corso dei secoli,

dalla zona più occidentale dello Xinjiang dove, nella depressione di Turpan, si continua a coltivare enormi grappoli di uva che per la maggior parte, visto il clima secco, vengono fatti appassire. Fino alla provincia di Shandong a est  dove a 20km dalla popolosa citta di Rizhao sono stati ritrovati parecchie testimonianze risalenti al secondo millennio a.C. dell’antica presenza di uva e di vino.

Nei periodi più recenti la produzione di vino in Cina ebbe un notevole sviluppo nell’800 D.C., con la dinastia dei Tang, che grazie al profondo credo  “animista” erano devoti verso gli spiriti della natura e ai suoi prodotti..

Fu sotto la dinastia dei Yuan, verso il XV secolo, il periodo di massimo splendore per la coltivazione dell’uva e la produzione di vino. Grazie a Il Milione di Marco Polo (1254-1354), abbiamo numerose informazioni sulla dinastia Yuan, e, nel nostro caso, sul vino.  Egli scrisse: “ Vidi prodotti di ogni tipo: cotone, lino, canapa, alcolici…e campi di cereali, vigneti e giardini.(www.fantong.com/beijing-meishi/gourmetmap/170255.html) (…) i vigneti erano su campi fertili e ricchi, ed era difficile enumerarli tanti erano e quante tipologie di vino…(…). Il vino, ricavato dal succo d’uva e prodotto con le stesse tecniche del vino di riso, non era guardato proprio di buon occhio dalla gente locale. I cinesi inoltre producevano il vino per distillazione, fermentazione, aggiungendo talvolta anche un composto di riso…”     Un vero boom che duro fino all’avvento, più tardi, della dinastia Ming. Piano piano comincio a venire meno l’interesse per il vino.

Il declino fini. Incomincio “l’era moderna del vino” nell’anno 1892  quando venne fondata in Cina la prima cantina di vino a produzione industriale. Nasce dall’innamoramento del vino francese da parte del ricco uomo politico Zhang Bishi (1840-1916). Cinese d’oltremare, businessman, che nel 1871, dopo un incontro con alcuni francesi a Giacarta, rimase impressionato dalla bontà del loro vino. Alcuni soldati francesi avevano iniziato a produrre del vino con le viti cinesi di Yantai, nello Shandong. Il risultato fu molto soddisfacente.

Da allora la produzione di vino comincio a crescere sia come quantità che come qualità  

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