Business Prosecco mancanza di strategia e progetto, arriva la Spagna

Nonostante siamo (fossimo) la nazione che produce più vino nel mondo e, aggiungo, di una certa qualità, la nostra immagine nei mercati non è al pari della nostra storia e tradizione. I nostri vini, molto apprezzati, nella maggior parte dei casi non riescono a spuntare prezzi remunerativi come, ad esempio, i nostri cugini d’oltralpe.

Il continuo spezzettamento in DOC, DOCG, ecc. ha creato una difficolta di unione di intenti e soprattutto una dispersione di energie per affrontare grandi e ricchi mercati come Cina e Russia.

Le uniche due zone dove sono andati contro tendenza, allargando la zona di produzione, hanno avuto una crescita importante e remunerativa.

Sto parlando della Valpolicella e del Prosecco. Soprattutto il Prosecco che, mantenendo intatta la zona DOCG, ha ampiamente allargato il territorio di produzione della DOC Prosecco, inglobando quasi tutte le provincie venete e quelle friulane.

Le geniali e finalmente vincenti scelte dei nostri amici produttori hanno dato lustro a queste due zone e all’economia del vino italiano. Certo, non è solo allargando la zona che si ottengono risultati, ma avere a disposizione maggiori risorse e un obbiettivo comune aiuta molto.

Questi due clamorosi successi sono stati gestiti con differenti strategie di marketing e notiamo come sta rispondendo il mercato.

La Valpolicella ha puntato sul suo gioiello l’Amarone incrementando la produzione, la qualità e il prezzo. La maggior parte del prodotto viene venduta all’estero (65%). Va sottolineato che ancora c’è molto da fare perché solo il 5% viene esportato in Cina e Giappone. Il successo dell’Amarone ha funzionato come “risucchio” per gli altri prodotti della zona, sia come immagine che come prezzo e vendite.

Un po’ più articolata e la situazione del Prosecco. La zona storica denominata come DOCG di Conegliano Valdobbiadene, nel 2016 ha prodotto 91 milioni di bottiglie circa, triplicando la produzione del lontano 2003. Il mercato e per il 57% targato Italia, mentre il mercato estero inizialmente limitato a Germania, Svizzera e Austria oggi è stato fortemente ampliato. La denominazione comprende la piccola zone molto vocata di Cartizze, che è considerata sia per qualità che per prezzo il fiore all’occhiello, ma per ora non è ancora riuscita a imporsi come immagine.

Molto meno facile da individuare i numeri riguardanti la produzione Prosecco DOC.  Nel 2016 le nostre fonti hanno stimato circa 400 milioni di bottiglie tra spumante e frizzante, un numero veramente importante! (http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-12-20/la-crescita-record-prosecco-143556.shtml?uuid=AD994JHC)

E’ stato stimato che il 70% delle bottiglie prende la via del mercato estero, soprattutto mercati anglosassone, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Questo entusiasmo per le bollicine italiane è dato, oltre alla bontà e al fascino del nome Prosecco, anche dal prezzo. In questi giorni i giornali inglesi hanno pubblicato la notizia dell’assalto di clienti ai supermercati Lidl che lanciavano una promozione Prosecco. Un cartone da sei bottiglie di prosecco a 20 sterline. Cioè 21,60 euro, 3,33 sterline (3,60 euro) a bottiglia.

Succede che gli ipermercati lancino un prodotto “civetta” sotto costo per attirare nuovi clienti.

Come riporta il Corriere della Sera (http://www.corriere.it/cronache/17_settembre_05/tante-vigne-prezzi-bassi-corsa-prosecco-che-non-premia-l-italia-d8315854-91b0-11e7-8332-148b1c29464d.shtml)  una bottiglia di prosecco costa in media al produttore 3 euro e 71 centesimi: com’è possibile che quella bottiglia sia poi venduta a prezzi più bassi?

Sempre secondo l’articolo del quotidiano vi sono altre catene di supermercati che vendono a prezzi più bassi. Com’è possibile. Non dimentichiamo che in Inghilterra viene applicata l’accisa di 2,97 euro su ogni bottiglia. Per vendere non dobbiamo svendere!!

Nonostante questa politica da primo prezzo il nome del Prosecco ha conquistato il mondo è grazie alla sua leggerezza e facilità di beva che trova molti fans. Questo interesse ha spinto la Freixenet,  il più grande produttore spagnolo di spumanti e tra i maggiori al mondo, sponsor ufficiale del Motomondiale, con 110 milioni di bottiglie e un fatturato di 530 milioni di euro, a lanciare quest’anno la sua linea di Prosecco Doc e Docg, in elegante confezione dorata che trasmette un messaggio di raffinatezza e, perché no, di lusso.

Prosecco autentico, prodotto e confezionato da un’azienda di Oderzo.

C’è il rischio che il consumatore meno informato percepisca il Prosecco come una produzione “made in Spain”. Non esattamente una valorizzazione del territorio di provenienza, insomma.

Alcuni esperti si sono espressi positivamente, ritengono che aumenterà l’immagine del Prosecco. Credo che una cosa positiva ci sia: il prezzo è di 12 sterline.

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