Vinitaly 2017 quattro giorni di mercato internazionale

Si è chiuso il Vinitaly 2017. Dopo tanti anni di partecipazione per la prima volta trovo un senso di grande soddisfazione e nello stesso tempo di leggera tristezza.

Un vinitaly ricco di presenze internazionali, lo evidenziano anche  i numeri.

I buyer stranieri accreditati toccano quota 30.200 (+8% sul 2016), sul totale dei 48mila visitatori esteri. Nello specifico troviamo in aumento tutti i grandi importatori di vino: Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6%) e Brasile (+29%). Debuttano buyer da Panama e Senegal. Un vero successo.

Il vino italiano sempre più appetito e dipendente dai mercati esteri, una considerazione che ci rende parzialmente fieri. Orgogliosi del nostro “fare”, dei nostri prodotti che hanno raggiunto un buon livello qualitativo in tutti i suoi aspetti, un po’ delusi dal livello medio dei prezzi che non ci soddisfano per l’impegno e la qualità raggiunta.

Il senso di rammarico scaturisce da questa dipendenza dall’estero, ormai non solo per i consumi di vino, che ci fa sentire un po’più poveri e molto meno indipendenti. I nostri consumi interni parlano chiaro. Consumiamo molto meno della metà di vino che produciamo. Siamo arrivati a 33 litri pro capite per un totale di 20 milioni di ettolitri dati 2015. (http://www.inumeridelvino.it/2016/10/i-consumi-di-vino-totali-e-pro-capite-2015-aggiornamento-oiv.html#more-19018).

A farci ben sperare sono le 128mila presenze registrate alla fiera in questi quattro giorni.

Nonostante la quantità enorme di persone  non vi erano le insopportabili resse degli anni precedenti.

Non si sono notati persone o gruppi con comportamenti deplorevoli dovuti a una mancanza di gestione della loro sete.

Non sono mancati i momenti di informazione e cultura sul vino. Si sono tenuti quasi 400 convegni, seminari, incontri di formazione. In primo piano, come sempre, il calendario delle degustazioni.

Più di 250 soltanto quelle organizzate direttamente da Vinitaly e dai consorzi delle Regioni, che hanno visto, tra le altre, una esclusiva per celebrare i 50 anni del Sassicaia.

Ha destato molto interesse l’area che accoglieva i “vini bio” e “ViViT” sinonimo Vigne, Vignaiuoli e Terroir. Uno spazio sempre più frequentato dagli amanti del biologico e della passione per il vino.

Un Vinitaly senza eccessi, da sempre sognato e voluto. Un sincero complimento all’organizzazione che ha saputo in tutti questi anni mettere a frutto le numerose esperienze  e ha saputo lavorare  e investire nel mondo.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.