SPUMANTITALIA che coraggio!

Spumantitalia che coraggio!

Finalmente!!! Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di creare un’iniziativa sullo spumante italiano. Già, perché eventi che avevano come tema lo e la  Champagne, ne abbiamo visti molti. Anche la Franciacorta degli albori si era prodigata con interessanti e stimolanti iniziative a promuovere  il dibattito e la curiosità delle nobili bollicine. Ancor prima, negli anni 80-90, qualcuno ricorda, con grande piacere, la mostra degli Spumanti a Valdobbiadene, una vetrina importante e costruttiva dei vini “effervescenti”. Oggi in pieno boom di consumo di spumanti nessuno ha cercato di fare il punto della situazione e un minimo di chiarezza.

Ma torniamo a Pescara. Il 18 e 19 gennaio si è tenuto presso Museo delle Genti d’Abruzzo il primo avvenimento dedicato a “SpumantItalia”, manifestazione ideata dal Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo e Bubble’s Italia, sotto la regia di Andrea Zanfi.
L’appuntamento è stato un momento di riflessione articolato in incontri e dibattiti sullo stato dell’arte degli Spumanti Metodo Classico, Metodo Italiano e Metodo Ancestrale, mettendo a fuoco tutte le tematiche riguardanti i vitigni, la qualità, le tecnologie e l’interesse del mercato.
Certo non poteva mancare un ricco e partecipato dibattito sulla ricerca di un linguaggio comune. Ogni intervento ha ribadito l’importanza di come “appellare” gli spumanti italiani con teorie abbastanza eccentriche, alcune volte poco costruttive.

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I numerosi seminari si accavallavano, era difficile presenziare a tutti, anche se interessanti e molto seguiti.
E’ stato ribadito come il nostro ampio panorama viticolo presenta molte vitigni “autoctoni” che si prestano a essere spumantizzati con buoni risultati. Come ha sottolineato il noto enologo Mattia Vezzola “…a volte si dimentica che non basta possedere una buona acidità per produrre una base spumante ma necessita “assemblare” caratteristiche diverse in modo che il prodotto finale possegga note armoniche e esaltanti”.

I vari incontri si sono arricchiti da interventi di illustri personaggi del mondo del vino.
L’esperienza e la conoscenza di Mattia Vezzola, famoso enologo e spumantologo, la sapienza di Riccardo Cotarella premiato e insigne enologo. Qualificata e illustre la presenza dei produttori Franco Adami e Gianluca Bisol. Non è mancato l’apporto ampio e attento da perfetto patrone di casa del presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo Valentino Di Campli e di altri numerosi e illustri personaggi del mondo del vino. Un plauso ad Andrea Zanfi che, oltre aver organizzato gli incontri e la manifestazione, ha presieduto alcuni dibattiti con autorevolezza e competenza. Si può parlare di vino ad oltranza ma alla fine bisogna lasciare l’ultima parola al bicchiere.
La degustazione “Spumante Italia Autoctono” ha ben espresso il panorama spumantistico italiano. Sono stati presentati una trentina di spumanti. Si sono alternati al nostro palato con una logica curiosa spumanti metodo Martinotti, Classico, dolci, Pas dose e Metodo Ancestrale etc. Sul tavolo presenziava una scheda per la degustazione insolita. Era di una complessità impressionante, composta da numerosi e singolari note. La temperatura di servizio non era idonea. Credo che siano riusciti a rappresentare correttamente la situazione spumantistica italiana.

Comunque felice! Spero che questo sia il primo passo per mettere un po’ d’ordine nel caos effervescente italiano. In questo momento il mercato premia un prodotto poco alcolico, con un ottimo rapporto acido/zuccheri, con la presenza di anidride carbonica.
Non basta, questa è un’occasione per costruire la conoscenza del saper apprezzare lo spumante. Per chi ha sempre pensato che non sia solo un vino bianco con il gas.         

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